Credo che il “mestiere” del genitore sia in assoluto il più difficile ma sono fermamente convinta che il principio fondamentale sia che un figlio non chiede di venire messo al mondo.
Siamo noi, che dandogli la vita dobbiamo assolutamente impegnarci affinché i nostri figli entrino nel mondo con le caratteristiche giuste, e solo partendo dalle radici possiamo fare un buon lavoro.
E’ vero, a volte è difficile: manca il tempo, la voglia, la costanza e la cosa peggiore è che in assoluto manca principalmente la stima in sé stessi, ritenendo superfluo trasmettere principi che magari sono stati negati a noi stessi e che abbiamo faticato a far nostri ……
Sono stata una madre 20enne, forse non ho fatto il bel lavoro che avrei voluto fare ma credo di aver messo (quasi sempre) mia figlia davanti a tutto, volgendo lo sguardo al passato mi sento comunque in colpa per tutte le cose che non ho potuto fare con lei e per lei, ma sono convinta che già sentirsi amata consenta ad una persona di crescere con una marcia in più, dotandoti di una naturale autostima.
Ecco, quello che percepisco intorno a me (per fortuna con eccezioni meravigliose) è un grandissimo egoismo, condizionato purtroppo da tutto quello che la società attuale e super tecnologica sembra darci, ma che in realtà non fa che toglierci. Non voglio demonizzare in assoluto il progresso, anch’io adoro alcune cose, ma questa malattia mediatica cambia purtroppo le scale delle precedenze, e sfido chiunque (me compresa) a non ammettere che è difficile sacrificare se stessi .
Finiti i tempi delle conversazioni serali, televisore spento, con i genitori che realmente sono interessati ad ascoltare quello che i figli hanno da raccontare, magari anche leggendo tra le righe richieste di attenzione. Presi i figli a scuola, liquidati con la frase standard “tutto bene a scuola??? Hai i compiti???? , collocati nelle varie attività e poi sempre di corsa, come meteore impazzite.
E poi sono stata una madre 40enne, che ha avuto la fortuna di poter aggiungere all’amore e all’ attenzione che avevo dato alla mia prima figlia, anche la mia presenza fisica, cercando di partecipare a tutto quello che c’è di buono per poter dare ai miei figli un futuro migliore.
Trovate il tempo, anche pochissimo se lavorate tantissimo, dentro e fuori casa (come la maggioranza di tutti noi) lasciate qualche panno stropicciato, la vostra casa pulita e brillante non vi ringrazierà quando invecchierete, ma i ricordi che i vostri figli porteranno a galla e lasceranno in eredità ai propri saranno i racconti di tutti i momenti passati con la famiglia.
Essere parte del comitato genitori è stato per me molto gratificante, ho conosciuto persone positive, sono nate nuove amicizie…..Il confronto con l’ umanità che ci circonda può solamente arricchirti.
Una mamma










